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Antica Acetaia Luigi Cremonini

L’ACETO BALSAMICO DI MODENA

Dal Grappolo alla Bottiglia

Un processo artigianale dove il tempo, la natura e l’esperienza si uniscono per dare vita ad un’eccellenza unica.

L’ACETO BALSAMICO DI MODENA

Dal Grappolo alla Bottiglia

Un processo artigianale dove il tempo, la natura e l’esperienza si uniscono per dare vita ad un’eccellenza unica.

Le fasi di produzione dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena

Le acetaie, tradizionalmente collocate nei sottotetti delle abitazioni, rappresentano l’ambiente ideale per la lenta maturazione dell’Aceto Balsamico.

Qui, il naturale alternarsi delle stagioni crea le escursioni termiche necessarie a favorirne la fermentazione, l’acetificazione e il progressivo affinamento.

In questo microclima unico, arricchito dalla presenza di specifici acetobatteri, il tempo diventa un ingrediente essenziale: con il passare degli anni, l’aceto sviluppa una straordinaria complessità aromatica, la caratteristica densità e un inconfondibile equilibrio tra dolcezza e acidità

Selezione delle uve e Vendemmia

L’Aceto Balsamico Tradizionale nasce da uve autoctone modenesi, in particolare Lambrusco e Trebbiano, raccolte con cura nel momento della loro perfetta maturazione.
La qualità della materia prima è fondamentale per ottenere un mosto ricco di aromi, zuccheri e profumi.

Pigiatura

Dopo la vendemmia, le uve vengono delicatamente pigiate per ottenere un mosto fresco, separato da raspi, vinaccioli ed altre impurità che potrebbero comprometterne la purezza e influenzare le successive fasi di lavorazione.

Cottura del Mosto

Il mosto viene sottoposto ad una lenta cottura in caldaie aperte a fuoco diretto. L’evaporazione permette di concentrare naturalmente gli zuccheri presenti creando le condizioni ideali per la fermentazione.

Fermentazione Alcolica e Acetica

Una volta raffreddato, il mosto cotto viene trasferito in grandi botti di rovere, dette badesse, dove si avvia il processo di fermentazione.
Particolari lieviti trasformano gli zuccheri in alcol, mentre gli acetobatteri convertono progressivamente l’alcol in acido acetico.
È da questo momento che ha inizio la lenta maturazione dell’Aceto Balsamico.

Maturazione e Affinamento

L’aceto viene trasferito nella batteria, una serie di botti disposte in ordine di capacità decrescente realizzate con legni differenti, ognuno dei quali apporta specifiche caratteristiche organolettiche.
Il profilo aromatico finale dipenderà dalla combinazione delle varie essenze e dalla loro disposizione nella sequenza.

Travasi e rincalzi

Ogni anno si rinnova l’antico metodo dei Travasi e dei Rincalzi: dopo aver prelevato una piccola quantità di aceto dalla botte di minore capacità, questa viene rincalzata con il contenuto di quella precedente. L’operazione si ripete per l’intera batteria fino a raggiungere la botte più grande che sarà rabboccata con il mosto cotto ottenuto dall’ultima vendemmia.

Assaggio e imbottigliamento

Terminato il lungo periodo di affinamento, l’Aceto Balsamico viene sottoposto all’esame della commissione di assaggio del Consorzio.
Soltanto il prodotto che supera i rigorosi controlli qualitativi previsti dal disciplinare ottiene la certificazione e viene confezionato nell’originale bottiglietta, garanzia di autenticità ed eccellenza.

Aceto Balsamico di Modena

I legni, il segreto dell’affinamento

L’Aceto Balsamico è un prodotto vivo, in continua evoluzione, che attraverso il legno respira, matura e sviluppa nel tempo la propria complessità aromatica.

Le botti che compongono le tradizionali batterie sono realizzate con essenze diverse, ognuna capace di donare caratteristiche, profumi e sfumature uniche. È proprio dall’incontro tra il Balsamico e questi legni che nasce l’armonia che ne definisce il carattere.

Rovere: il legno della stabilità

Utilizzato principalmente per le botti più grandi, dona struttura ed equilibrio, arricchendo il Balsamico con delicate note vanigliate e una piacevole armonia aromatica.

Castagno: la profondità

Naturalmente ricco di tannini, conferisce intensità e struttura, contribuendo alla caratteristica tonalità bruna e alla complessità del Balsamico.

Ciliegio: l’eleganza fruttata

Un legno morbido e poroso che rilascia aromi delicati e avvolgenti, con sentori fruttati e dolci che donano maggiore rotondità.

Gelso: la concentrazione naturale

Grazie alla sua particolare porosità, favorisce lo scambio di ossigeno e accompagna il processo di concentrazione, contribuendo alla ricchezza e alla densità del Balsamico.

Ginepro: l’essenza più audace

Dal carattere intenso e distintivo, rilascia note pungenti e resinose, regalando una complessità aromatica straordinaria.

Acacia (Robinia): la delicatezza aromatica

Un legno capace di accompagnare l’affinamento con eleganza, donando equilibrio e morbidezza senza sovrastare le caratteristiche naturali del Balsamico.

Frassino: la purezza dell’essenza

Caratterizzato da una spiccata neutralità aromatica, permette al Balsamico di esprimere pienamente la propria identità, preservandone le sfumature più autentiche.

L’eccellenza dell’Acetaia, sulla tua tavola

Dalle Riserve più preziose ai Condimenti, una selezione di Balsamici che racchiude il valore del tempo, della tradizione e del sapere artigianale.